Immobiliare: boom di compravendite nei comuni minori. Il residenziale piace e traina l’intero comparto. La vivacità del mercato traspare anche dai numeri di Frimm e del suo MLS


Chi lo avrebbe mai detto? La pandemia ha fatto del bene al mercato immobiliare italiano. Sì, perché gli ultimi due anni, trascorsi tra lockdown e libertà ridotte, hanno incrementato il risparmio della popolazione. Un risparmio che sembra si stia riversando sull’acquisto delle abitazioni. E non poteva essere altrimenti: la casa, per noi italiani, è e rimane il bene più prezioso e ambito.

A supporto di quanto appena detto, l’articolo de Il Sole 24 Ore “Abitazioni, nel 2021 compravendite a quota 750mila (+24% sul 2019) di venerdì 11 marzo, riporta che nel 2021 abbiamo assistito a una crescita esponenziale della compravendita immobiliare e, incredibilmente, questo aumento si registra per lo più nei comuni minori e, nello specifico, per il settore residenziale senza distinzione tra prime e seconde case (viste come investimento a lungo termine). Parliamo di un compravenduto che galoppa verso le 750mila operazioni, secondo le ultime rilevazioni dell’OMI, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Il settore residenziale e non residenziale a confronto: i dati aggiornati

Secondo quanto riportato dall’OMI nel quarto trimestre del 2021 le abitazioni di tipo residenziale acquistate sono state circa 21mila in più rispetto allo stesso trimestre del 2020, 35mila in più nel confronto con il 2019.
Le rilevazioni mostrano differenze tra i capoluoghi e i comuni minori (non capoluogo): +13,2% e circa 7.500 abitazioni compravendute in più rispetto al quarto trimestre del 2020 per i primi, e +16,9% con circa 21.300 abitazioni compravendute in più del 2020 per i secondi. Nelle città maggiori e a Roma su tutte, in cui si concentra il 30% del mercato delle grandi città il passo è infatti molto più lento, pur essendo comunque positivo.

Anche se la crescita più significativa si è registrata per il settore abitativo, anche quello “non residenziale”, che comprende i sottosettori terziario-commerciale, produttivo e agricolo, ha visto un aumento importante. L’OMI ha rilevato una crescita del 15,7% rispetto allo stesso trimestre del 2020 e un totale di oltre 212mila immobili compravenduti.

In generale, è stato il bonus “prima casa” ad avere un impatto significativo sull’impennata del mattone, incentivando le persone alle numerose compravendite.

Ma un dato interessante riguarda i mutui. Infatti, quasi la metà degli acquisti di case (48,5%), è stata effettuata ricorrendo a questo genere di finanziamento accrescendo il capitale di debito che, ad oggi, ammonta a circa 13,5 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto agli anni 2019 e 2020.

Le previsioni del 2022 e i numeri di FRIMM

Anche FRIMM S.p.A. ha riscontrato questa crescita positiva, tanto che si è passati da 19.713 immobili transitati sulla piattaforma MLS Agent RE di sua proprietà nel periodo settembre-dicembre 2021, a 26.353 immobili transitati nel brevissimo periodo che va da gennaio a metà marzo di quest’anno. Se al momento non è possibile fare previsioni sul mercato immobiliare del 2022, anche a causa delle criticità dovute alla guerra in Ucraina, le conseguenti difficoltà nell’accaparramento delle materie prime e dell’aumento dei tassi di interesse, FRIMM ha ottime ragioni per poter ben sperare per i prossimi mesi.

Nello specifico, se si dovesse continuare con l’andamento di questo periodo, l’azienda potrebbe raggiungere circa 100mila immobili transitati sulla sua piattaforma MLS, numeri eccezionali mai registrati fino ad oggi.

I dati ci dicono che gli italiani hanno ricominciato a investire sulla casa vista sempre più come il bene materiale più importante, e FRIMM non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparata.

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