L’intelligenza artificiale (di seguito, per brevità, “IA”) è una forza dirompente che sta ridefinendo le dinamiche del settore immobiliare, portando innovazioni fino a poco tempo fa impensabili, dall’automazione delle operazioni quotidiane alla creazione di esperienze per l’utente sempre più personalizzate. Ma come si trasformerà, davvero, questo settore grazie all’avvento delle IA? Diventerà la migliore alleata o la peggiore nemica degli agenti immobiliari?
Giulio Azzolini, direttore Retail Frimm S.p.A., ha parlato di questo il 16 luglio 2024 nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati in occasione della prima edizione di ReFutureAI, l’evento dedicato all’intelligenza artificiale applicata al Real Estate e organizzato da Andrea Napoli, CEO di Locare, insieme con i rappresentanti dei maggiori player tecnologici del mondo – come Google – e ai colleghi del real estate che hanno sempre privilegiato l’utilizzo delle tecnologie più avanzate per fornire servizi agli agenti immobiliari e ai clienti.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE VA OLTRE LA TECNOLOGIA: È UNA QUESTIONE CULTURALE
L’IA sta provocando una rivoluzione nel settore immobiliare italiano, introducendo nuove opportunità e sfide per gli agenti del settore. Oltre a rappresentare un avanzamento tecnologico, l’IA assume un ruolo centrale anche dal punto di vista culturale e legislativo. In apertura al convegno REfutureAI sono intervenuti l’on. Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e l’on. Pino Bicchielli, vicepresidente Gruppo Noi Moderati, ed entrambi hanno sottolineato l’importanza di affrontare la presenza crescente dell’IA con un approccio integrato e responsabile, rivedendo la burocrazia e il sistema legislativo per garantire una risposta efficace alle sfide della sicurezza cibernetica e della sovranità tecnologica. L’approvazione del DDL sull’Intelligenza Artificiale rappresenta un passo cruciale verso questo obiettivo, promuovendo normative che proteggono i cittadini dalle minacce digitali emergenti.
Secondo uno dei più importanti player tech del mondo, Google, l’IA è sempre più rilevante poiché permette una migliore ottimizzazione dei dati: Alessio Bagnaresi, director AI & data analytics di Google Cloud, ha spiegato in occasione di REfutureAI come l’IA “tradizionale” sta già contribuendo a costruire abitazioni più smart, con vantaggi sia per i proprietari che per l’ambiente, mentre in riferimento all’IA generativa applicata al Real Estate le evoluzioni si vedranno specialmente in scenari legati alla customer experience: potrà essere applicata per creare modelli predittivi capaci di anticipare le esigenze dei clienti, per personalizzare le offerte immobiliari e per migliorare le interazioni tra agenti immobiliari e clienti.
AZZOLINI, “L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON RIMPIAZZERÀ GLI AGENTI IMMOBILIARI, BENSÌ RENDERÀ PIÙ PERFORMANTE IL LORO BUSINESS”
La tecnologia è da sempre una variabile imprescindibile per FRIMM. Quasi 25 anni fa l’azienda ha portato in Italia il primo e unico sistema MLS che ancora oggi è il suo cuore tecnologico, un sistema a cui sono connessi oltre 2.700 agenti immobiliari e che, solo nel 2023, ha generato uno scambio di provvigioni per oltre 73 milioni di euro.
Proprio per questo motivo la visione di un futuro integrato e ottimizzato da tecnologie come l’Intelligenza Artificiale è condivisa anche da Giulio Azzolini, direttore Retail Frimm S.p.A, che in occasione di REfutureAI ha approfondito come l’IA potrà rendere più performante il lavoro degli agenti immobiliari, senza mai sostituirli.
“L’IA non ha bisogno di sonno o di riposo, e vista così potrebbe sembrare un nemico, ma in realtà queste caratteristiche proprie dell’IA vanno solo sfruttate. Jensen Huang, CEO di Nvidia – la prima azienda al mondo ad aver superato il fatturato di Amazon e Microsoft – ha detto che gli esseri umani hanno una cosa che l’IA non ha, la capacità di giudizio. L’IA ha bisogno di una guida: non si può rinunciare al capitale umano e nel nostro settore dobbiamo esserne consapevoli e imparare a utilizzarla per metterla al nostro servizio”, spiega Azzolini. “L’IA non sostituirà gli agenti immobiliari, ma trasformerà il loro modo di lavorare. Gli agenti che sapranno sfruttare l’IA saranno più efficienti, produttivi e avranno un vantaggio competitivo rispetto a quelli che non lo faranno, poiché potranno ottimizzare il loro tempo e dedicarsi ad attività più strategiche”, ha detto Azzolini.
“Ogni business che desidera implementare l’IA in maniera produttiva all’interno dei suoi processi deve essere data driven, ma oggi gli agenti immobiliari non sono ancora ‘driven by data’. Il dovere di aziende come FRIMM, che di fatto è un provider di servizi e di tecnologia per le agenzie immobiliari, è quello di implementare soluzioni in base alla stretta relazione che intercorre tra IA e dati, soluzioni che servono a potenziare il lavoro degli agenti immobiliari”.
TRE APPLICAZIONI DELL’IA AL SETTORE IMMOBILIARE: VALUTAZIONE, ACQUISIZIONE, CUSTOMER CARE
“Se immagino delle possibili applicazioni dell’IA al nostro settore mi vengono in mente tre momenti centrali nell’attività dell’agente immobiliare: la valutazione, l’acquisizione e la fase di customer care, di gestione dei clienti. Nella fase di valutazione l’agente immobiliare può utilizzare l’IA per elaborare rapidamente informazioni sul mercato e sull’immobile, offrendo dati e analisi dettagliate da presentare al cliente proprietario e fornendo motivazioni di quantità e di qualità a sostegno del prezzo proposto.
Nell’acquisizione, l’utilizzo che l’agente immobiliare dovrà fare dell’IA è empatico, quest’ultima servirà ad anticipare meglio le istanze del cliente attraverso la lettura e l’analisi dei dati che lo riguardano. La personalizzazione dei contenuti sarà una direzione chiave: grazie all’analisi dei dati comportamentali e delle preferenze, le piattaforme immobiliari suggeriranno immobili che meglio si adattano alle esigenze specifiche di ciascun cliente, semplificando la ricerca e aumentando la user satisfaction.
Infine, nella fase di gestione del cliente, l’IA sarà strategica, in quanto riuscirà a mettere in moto processi e automazioni sulla base di strategie definite dall’agente immobiliare per gestire i clienti nel tempo”.
In chiusura del suo intervento Azzolini ha condiviso una riflessione sul futuro: “Gli esperti di IA affermano che è impossibile prevedere cosa accadrà nei prossimi 5 anni. Tuttavia, possiamo immaginare un’evoluzione di ciò di cui stiamo discutendo qui a REfutureAI. Il machine learning e il deep learning potrebbero portare l’agente immobiliare ad avvalersi di un digital personal assistant, un avatar modellato sulle sue caratteristiche uniche di consulente, ma addestrato dai dati in suo possesso ad anticipare le esigenze dei clienti e indirizzare la loro experience di acquisto”.


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