FRIMM, Carlo Barbato interviene al convegno “L’Italia che abiteremo” by Remind: “Il Piano Casa parte dalla valorizzazione degli immobili esistenti per rispondere ai bisogni di oggi” 

Il Project Manager di FRIMM Real Estate Investing, Carlo Barbato, porta le best practice del Gruppo davanti a Istituzioni ed esperti dell’immobiliare al convegno organizzato da Remind. Al centro del suo intervento rigenerazione urbana, cambio d’uso e valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente alla luce del nuovo Piano Casa approvato dal Senato. 

«Quando si parla di Piano Casa, il dibattito si concentra spesso sul costruire nuove abitazioni. Ma la leva più importante è il patrimonio immobiliare che già esiste: milioni di immobili — non solo abitazioni, ma anche uffici, spazi commerciali e strutture ormai inutilizzate — progettati per un’Italia che oggi è profondamente cambiata. La vera sfida non è soltanto aggiungere metri quadri, ma rendere coerente ciò che abbiamo con i bisogni di chi deve abitare e vivere le nostre città». È questo il messaggio lanciato da Carlo Barbato, Consigliere di FRIMM S.p.A. e Project Manager di FRIMM Real Estate Investing, nel corso della terza edizione de “L’Italia che Abiteremo”, il Think Tank organizzato da Remind – Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione – che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle infrastrutture per confrontarsi sul futuro delle città, dell’immobiliare e della qualità dell’abitare. 

L’intervento si è svolto in un momento particolarmente significativo per il settore, a pochi giorni dall’approvazione definitiva in Senato del Piano Casa, il provvedimento che punta ad accelerare il recupero del patrimonio residenziale pubblico, promuovere l’housing sociale, favorire gli affitti calmierati e incentivare la riqualificazione degli immobili esistenti. Un tema perfettamente in linea con la visione illustrata da Barbato, che ha condiviso l’esperienza maturata da FRIMM Real Estate Investing nella rigenerazione urbana, nel cambio di destinazione d’uso, nello sviluppo immobiliare e nei frazionamenti come strumenti per rispondere ai nuovi bisogni abitativi.

IL PIANO CASA È UN’OPPORTUNITÀ, SE ACCOMPAGNATO DA TEMPI CERTI E PROCEDURE SEMPLIFICATE

Nel suo intervento Barbato ha sottolineato come il dibattito sull’edilizia residenziale debba evolversi insieme ai profondi cambiamenti che stanno interessando la società italiana. Gran parte del patrimonio immobiliare italiano è stato costruito tra gli anni Sessanta e Ottanta ed è stato progettato per famiglie molto diverse da quelle di oggi. 

«Per molti anni il dibattito sull’edilizia residenziale si è concentrato quasi esclusivamente sulla necessità di aumentare l’offerta abitativa. Oggi questa impostazione non è più sufficiente. La vera sfida non è soltanto costruire nuove case, ma rendere il patrimonio immobiliare esistente coerente con i cambiamenti demografici, sociali ed economici che stanno interessando il nostro Paese».

Secondo Barbato, il Piano Casa rappresenta un’importante occasione perché riconosce finalmente il valore strategico del recupero del patrimonio edilizio e introduce strumenti che il settore attendeva da tempo. Per produrre effetti concreti, tuttavia, dovrà essere accompagnato da tempi certi di attuazione, procedure realmente semplificate e condizioni economiche che rendano sostenibili gli investimenti privati.

«Il Piano Casa è un buon punto di partenza, ma la partita vera si gioca nell’attuazione. Per chi investe, un anno di incertezza può trasformare un’operazione sostenibile in un’operazione che non parte. Accanto ai grandi interventi sarà inoltre fondamentale sostenere la rigenerazione diffusa, quella che interessa il singolo edificio e che può generare nuova offerta abitativa senza consumare ulteriore suolo».

Barbato ha inoltre affrontato il tema del recepimento della Direttiva europea sulle Case Green, evidenziando la necessità di trasformare gli obblighi normativi in una reale opportunità di sviluppo.

«Il tema non può essere affrontato in modo ideologico. L’adeguamento energetico di un patrimonio edilizio datato comporta costi significativi, che non possono ricadere esclusivamente su famiglie e proprietari. Allo stesso tempo il mercato ha già dimostrato che un immobile efficiente vale di più, costa meno da gestire ed è più competitivo. Per questo il recepimento della direttiva dovrebbe diventare l’occasione per costruire una vera politica industriale dedicata alla riqualificazione del patrimonio edilizio, superando l’attuale fase di incertezza che rischia di rallentare gli investimenti».

LE BEST PRACTICE DI FRIMM REAL ESTATE INVESTING PER IL FUTURO DELL’ABITARE: RIGENERAZIONE URBANA, SOSTENIBILITÀ E FRAZIONAMENTI

La visione illustrata da Barbato nasce dall’esperienza maturata sul campo da FRIMM Real Estate Investing, la divisione del Gruppo FRIMM specializzata nello sviluppo immobiliare e nei frazionamenti. Negli ultimi anni la società ha sviluppato oltre 40 operazioni tra sviluppo immobiliare e frazionamenti, contribuendo alla costruzione o alla riqualificazione di oltre 640 immobili per un controvalore superiore a 168 milioni di euro.

Secondo Barbato, questa esperienza ha permesso di individuare best practice che oggi rappresentano una risposta concreta ai nuovi paradigmi dell’abitare.

La prima è rigenerare prima di costruire. Da anni FRIMM Real Estate Investing privilegia il recupero di aree già urbanizzate e di edifici inutilizzati, limitando il consumo di nuovo suolo e contribuendo alla riqualificazione dei quartieri. Emblematico il progetto Otricoli 10, realizzato a Roma attraverso il recupero di un ex immobile TIM rimasto inutilizzato per decenni e trasformato in un moderno complesso residenziale ad alta efficienza energetica.

La seconda best practice consiste nell’integrare la sostenibilità nella progettazione. Per FRIMM Real Estate Investing l’efficienza energetica non rappresenta un semplice requisito tecnico, ma una componente fondamentale della qualità abitativa e del valore dell’immobile. Per questo ogni intervento viene progettato prestando particolare attenzione all’orientamento degli edifici, all’illuminazione naturale, alla qualità e durabilità dei materiali, alla riduzione dei consumi energetici e alla futura manutenibilità delle strutture.

La terza riguarda la valorizzazione del patrimonio esistente attraverso i frazionamenti immobiliari. «Spesso il problema non è la mancanza di abitazioni, ma il disallineamento tra le caratteristiche dell’offerta e le esigenze della domanda», ha spiegato Barbato. Attraverso oltre 26 operazioni di frazionamento, FRIMM Real Estate Investing ha realizzato oltre 96 nuove unità immobiliari, dimostrando come sia possibile aumentare concretamente l’offerta abitativa senza consumare nuovo territorio, semplicemente ripensando immobili progettati per esigenze ormai superate.

«In questo senso la sostenibilità non è soltanto una questione ambientale. È anche urbana, economica e sociale. Ogni edificio recuperato significa degrado eliminato. Ogni immobile riqualificato significa valore restituito alla città. Ogni intervento di frazionamento significa creare nuove opportunità abitative senza espandere ulteriormente il tessuto urbano».

In chiusura del suo intervento, Barbato ha ribadito come il successo di un intervento immobiliare non debba più essere misurato soltanto in metri quadrati costruiti o in rendimento economico, ma anche nella capacità di migliorare concretamente la qualità urbana, la sostenibilità e il benessere delle comunità.

«Rigenerare anziché abbandonare. Valorizzare anziché consumare nuovo territorio. Progettare partendo dalle persone e non soltanto dagli edifici. È questa la vera sfida dei nuovi paradigmi dell’abitare e la direzione verso cui il settore immobiliare è chiamato a evolvere nei prossimi anni».

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