Il mercato immobiliare non residenziale in Italia è al centro di un nuovo e dettagliato Rapporto dell’Agenzia delle Entrate – realizzato in collaborazione all’Associazione nazionale delle società di leasing (ASSILEA) – che offre una fotografia aggiornata del settore, concentrandosi sugli immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva. Tra i dati più interessanti spiccano quelli relativi ai negozi, che registrano un incremento dei volumi compravenduti del 4,5% in tutte le aree territoriali. Al contrario, gli scambi di uffici subiscono una lieve riduzione del 1,0%, così come le compravendite degli immobili produttivi, che mostrano una flessione del 3,8%.
MERCATO NON RESIDENZIALE: TENDENZE E DATI CHIAVE
Il mercato immobiliare non residenziale rappresenta un segmento diversificato, fondamentale per l’economia nazionale, che va oltre il semplice concetto di abitazione per soddisfare esigenze specifiche di natura economica e sociale. Settori come gli uffici, i centri commerciali, gli spazi industriali e le strutture produttive si configurano come pilastri cruciali di un panorama economico in continua evoluzione. Sulla base di queste riflessioni, il Rapporto sul mercato immobiliare non residenziale 2024 dell’Agenzia delle Entrate fornisce un’analisi dettagliata dei volumi di compravendita, dello stock e delle quotazioni delle categorie immobiliari più rilevanti di questo settore (negozi, uffici e capannoni). Il Rapporto mette in evidenza un andamento a due velocità: il comparto del retail si distingue come elemento trainante, mentre gli uffici e i capannoni subiscono una flessione. Nel dettaglio:
1. NEGOZI
Lo stock delle unità immobiliari censite in Catasto nelle categorie C/1 e C/3 – negozi e laboratori – ammonta nel 2023 a oltre 2,5 milioni di unità su scala nazionale, con una maggiore concentrazione in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia.
Sul fronte delle compravendite, il mercato immobiliare italiano ha registrato un aumento significativo con oltre 40.000 unità vendute, segnando un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma la fase di crescita iniziata nel 2014 e interrotta solo nel 2020 durante la pandemia, evidenziando una ripresa solida e continua nel settore. A livello regionale, la Lombardia continua a primeggiare per numero di transazioni immobiliari, rappresentando circa il 20% delle compravendite nazionali di negozi, una quota doppia rispetto a quella del Lazio, la seconda regione per volume di operazioni.
Infine, la quotazione media per queste categorie di immobili è pari a 1.426 €/m2 e mostra un leggero incremento (0,6%) rispetto al 2022.
2. UFFICI
Nel 2023 sono state censite negli archivi catastali circa 628.000 unità immobiliari della tipologia uffici, corrispondenti alla categoria catastale A/10. Più della metà di queste unità, circa il 53%, si trova nel Nord Italia, il 21% nel Centro e il restante 26% tra Sud e Isole.
Le compravendite di uffici, dopo due anni di crescita consecutiva, hanno registrato nel 2023 una leggera flessione dell’1% rispetto al 2022, con un totale di 13.263 unità vendute. Questo decremento potrebbe essere attribuito a diversi fattori tra cui l’adozione di modalità di lavoro flessibili come lo smart working o le condizioni economiche generali. L’inflazione, l’aumento dei costi di gestione e le incertezze economiche hanno spinto le aziende a ridurre le spese, inclusi i costi per gli uffici. Nel Rapporto le regioni settentrionali si confermano – ancora una volta – le più dinamiche. In particolare, a Milano sono stati venduti 935 uffici, registrando un calo del 23,8%, mentre il prezzo medio è salito a 3.489€/m2, segnando un aumento del 6,9%. Ad avere la meglio sono le locazioni: rispetto al 2022 il numero di negozi locati è cresciuto in tutta Italia.
La quotazione media nazionale per la tipologia uffici è stata di 1.311€/m², in calo dell’1,3% rispetto al 2022, una tendenza al ribasso che dura da un decennio e interessa quasi tutto il territorio.
3. CAPANNONI
Nel 2023, lo stock delle categorie catastali D/1 e D/7, riconducibili in larga parte al settore produttivo, è stato di quasi 822 mila unità di cui circa il 60% si trova al Nord Italia (Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte).
In riferimento alle compravendite, dopo un biennio positivo (2021/2022), nel 2023 il mercato del settore produttivo registra una sensibile flessione, totalizzando 15.671 compravendite (600mila in meno rispetto al 2022).
La quotazione media di riferimento per gli immobili del settore produttivo è pari a 450€/m2, confermando un trend costante al ribasso nel corso degli ultimi anni.


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